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Etichette “più veritiere” per gli alimenti: lo chiedono le autorità tedesche

Ciò che mangiamo esercita un effetto diretto sulla salute del nostro organismo, nel bene e nel male. Ormai siamo abituati ad acquistare al supermercato i cibi per la nostra alimentazione quotidiana, che spesso sono prodotti a livello industriale e poco trasparenti in termini di qualità e provenienza degli ingredienti: prodotti di questo tipo possono causare ripercussioni negative sulla nostra salute nel lungo periodo, ed è importante essere consapevoli di quello che finisce nel nostro piatto.

Riguardo a questo importante e sentito argomento è intervenuta recentemente la Deutschen Lebensmittelbuch-Kommission (DLMBK), commissione tedesca che si occupa di protocolli alimentari che, auspicando una “maggior trasparenza e veridicità” in termini di Presidente del BLVH e ministro Schmidtinformazioni riportate in etichetta, ha presentato nuove linee guida di etichettatura appositamente pensate per far sì che i cibi acquistabili nei supermercati siano “più in linea con le aspettative dei consumatori”.

«Il prodotto deve corrispondere a ciò che è riportato sul packaging,» ha dichiarato  Christian Schmidt, ministro dell’Agricoltura tedesco, citando un paio di esempi: «nelle confezioni che contengono verdure miste con asparagi, gli asparagi all’interno devono corrispondere all’immagine in etichetta. Le salsicce a base di pollame devono contenere principalmente carni avicole, e non suine».

Grazie a questa iniziativa i consumatori tedeschi potranno essere più tranquilli riguardo agli alimenti che acquistano per sé e per la propria famiglia; chissà che un miglioramento in tal senso non arrivi, prima o poi, anche in Italia, con la messa a punto di etichette per alimenti ancor più chiare e trasparenti.

Qualsiasi possibile cambiamento possa essere introdotto, dalle specifiche di legge alle iniziative su base volontaria dei singoli produttori, Cartongraf s.a.s. con le sue etichette di alta qualità sarà pronta con la sua expertise a soddisfare le esigenze di un mercato, quello alimentare, in costante cambiamento ed evoluzione.

L’etichettatura alimentare potrebbe estendersi anche alle bevande alcoliche

La legislazione europea in materia di sicurezza alimentare e trasparenza nei confronti del consumatore impone alle industrie di settore di inserire in etichetta una serie di informazioni utili a tracciare l’identikit del prodotto e consentire, pertanto, di scegliere consapevolmente.

Numerose sono le leggi europee che vegliano in materia – una fra tutte, l’importante regolamento 1169/2011 entrato in vigore nel 2014 e la cui adozione si concluderà in Brindisi con boccalimaniera definitiva nel dicembre 2016. Ma nemmeno questo regolamento prende in considerazione un’importante categoria di prodotti: le bevande alcoliche, sulle cui etichette sono presenti solo informazioni parziali rispetto a quelle dei cibi.

Secondo le leggi comunitarie, ad esempio, non vi sono obblighi di indicare le calorie presenti in vini, birre e altre bevande, ma soprattutto non sono riportate informazioni sui rischi legati al consumo eccessivo e continuativo – ovvero malattie del fegato, dipendenza e in alcuni casi anche tumori: per questo soprattutto nei paesi anglosassoni si sta parlando molto del problema e delle possibili soluzioni.

In Italia, complice anche una cultura del bere che privilegia la qualità piuttosto che la quantità, il problema è forse meno sentito ma sicuramente anche i consumatori del nostro paese trarrebbero vantaggi da una maggior trasparenza delle etichette.

Per ora, comunque, in Italia possiamo senz’altro beneficiare della qualità e delle etichette Cartongraf per alimenti, prodotte con materiali ad alta resistenza e che pertanto risultano sempre ben leggibili anche nelle condizioni di conservazione più complesse.

L’etichettatura degli alimenti nella UE, novità sull'origine dei cibi

Alcuni mesi fa il Ministero per le Politiche Agricole aveva interpellato circa 26 mila cittadini in una consultazione pubblica riguardante gli acquisti alimentari. Uno dei risultati più interessanti ad emergere era stato il desiderio, manifestato da oltre 9 connazionali su 10, di conoscere la provenienza dell’alimento e per 8 su 10 di vedere riportato in etichetta il luogo dove sono state effettuate le lavorazioni.

Reparto frigo con carni di un supermercatoLa “fame” di conoscenza da parte dei consumatori – non solo italiani, ma anche europei – è stata tuttavia recentemente disattesa dalla Commissione Europea che, dopo aver ipotizzato un obbligo per i produttori di specificare sulle etichette le provenienze degli alimenti, è tornata sui suoi passi indicando che è preferibile invece una scelta volontaria.

Grande è stata la delusione da parte delle associazioni di consumatori, che temono che questo dietrofront possa rappresentare un alibi per i cibi di scarsa qualità e dubbia provenienza. Tuttavia una cosa è certa: le aziende che difendono il Made in Italy non saranno scalfite da questo provvedimento, anzi, dal momento che potranno continuare a fregiarsi in etichetta della qualità e dell’italianità dei loro prodotti.

Quali che siano le future evoluzioni nel panorama dell’etichettatura alimentare europea, che sta attraversando oggi un’importante fase di cambiamento, una certezza ci sarà sempre: la produzione effettuata da Cartongraf continuerà a rappresentare un punto di riferimento per i clienti che desiderano apporre sui loro prodotti etichette informative, resistenti ed esteticamente pregevoli.