Alcuni mesi fa il Ministero per le Politiche Agricole aveva interpellato circa 26 mila cittadini in una consultazione pubblica riguardante gli acquisti alimentari. Uno dei risultati più interessanti ad emergere era stato il desiderio, manifestato da oltre 9 connazionali su 10, di conoscere la provenienza dell’alimento e per 8 su 10 di vedere riportato in etichetta il luogo dove sono state effettuate le lavorazioni.

Reparto frigo con carni di un supermercatoLa “fame” di conoscenza da parte dei consumatori – non solo italiani, ma anche europei – è stata tuttavia recentemente disattesa dalla Commissione Europea che, dopo aver ipotizzato un obbligo per i produttori di specificare sulle etichette le provenienze degli alimenti, è tornata sui suoi passi indicando che è preferibile invece una scelta volontaria.

Grande è stata la delusione da parte delle associazioni di consumatori, che temono che questo dietrofront possa rappresentare un alibi per i cibi di scarsa qualità e dubbia provenienza. Tuttavia una cosa è certa: le aziende che difendono il Made in Italy non saranno scalfite da questo provvedimento, anzi, dal momento che potranno continuare a fregiarsi in etichetta della qualità e dell’italianità dei loro prodotti.

Quali che siano le future evoluzioni nel panorama dell’etichettatura alimentare europea, che sta attraversando oggi un’importante fase di cambiamento, una certezza ci sarà sempre: la produzione effettuata da Cartongraf continuerà a rappresentare un punto di riferimento per i clienti che desiderano apporre sui loro prodotti etichette informative, resistenti ed esteticamente pregevoli.